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Trebbia
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Lacite-ref-2[2]cite-ref-treccani-3-0[3] mwhgTrebbia (mwhwTrebia in latino, mwiaTröbia in mwiqligurecite-ref-4[4], mwjgTrebbia in mwjwdialetto piacentino) è un mwkafiume dell'mwkqItalia settentrionale lungo circa mwkg120 km, affluente di mwkwdestra del mwlaPo, che attraversa la mwlqcittà metropolitana di Genova e le province di mwlgPiacenza e mwlwPavia, quest'ultima per un breve tratto in cui il corso d'acqua segna il confine tra il comune di mwmaBrallo di Pregola e il comune di mwmqCerignale.

Contents

Storia
Note

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Percorso

La Trebbia nasce nel comune di mwogTorriglia, in mwowLiguria, dalle pendici del mwpamonte Prelà, una delle vette parte del gruppo dell'mwpqAntola, a circa mwpg800 m s.l.m.cite-ref-parco-5-0[5]. Inizialmente, il fiume scorre in una piccola valle parallela allo mwqwspartiacque tra la conca di Torriglia e la mwraval Trebbia, per, poi, iniziare a scorrere verso nordcite-ref-guida-6-0[6].

Nel territorio comunale di mwsgMontebruno il fiume riceve il contributo delle acque del Brugneto, proveniente dal versante sud dell'Antola e lungo il quale nel 1959 è stato realizzato uno sbarramento per garantire l'approvvigionamento di acqua potabile alla città di mwswGenova, con la conseguente creazione del mwtalago artificiale del Brugnetocite-ref-7[7]. Nei pressi del capoluogo comunale il corso d'acqua è attraversato dal ponte Doria, risalente al mwuqbasso Medioevo.

In località Due Ponti di mwuwFontanigorda, la Trebbia riceve le acque del torrente Cassingheno, proveniente dalla piccola valle omonima. In seguito attraversa il territorio di mwvaRovegno nel quale riceve il contributo di diversi affluenti in destra idrografica, caratterizzati dalla scarsa lunghezza a causa della vicinanza dello spartiacque con la limitrofa mwvqval d'Aveto; quindi attraversa mwvgGorreto dove vi si immette il mwvwTerenzone, torrente che ha la sua fonte posta sulla pendice orientale del mwwamonte Carmocite-ref-guida-6-1[6]. In seguito, la Trebbia entra in provincia di Piacenza nel comune di mwxqOttone.

Il fiume, mantenendo sempre un andamento tortuoso, passa sotto la località di Traschio nel comune di Ottone, sotto il mwaamonte Lesima, dove riceve da sinistra il torrente Boreca, e presso il centro di Ponte Organasco, mwawfrazione del comune di mwbaCerignale, centro dopo il quale cambia direzione, piegandosi verso est e incassandosi, poi, in una serie di golecite-ref-guida-6-2[6]. In questo tratto il fiume segna per alcuni chilometri il confine fra la mwcqLombardia e l'mwcgEmilia-Romagna, rispettivamente tra i comuni di mwcwBrallo di Pregola, sulla sponda sinistra, e Cerignale, sulla sponda destra. In questo tratto riceve il contributo dell'mwdaAvagnone, il cui corso è quasi interamente compreso nel territorio della provincia di Pavia.

Terminato questo tratto riceve da destra, nei pressi di Confiente, il notevole apporto dell'mwfgAveto, suo principale affluente, raddoppiando così la portata mediacite-ref-parco-5-1[5]. Grazie alla presenza della diga di Boschi l'apporto dell'Aveto è fondamentale per la Trebbia soprattutto d'estate, a causa delle forti magre a cui quest'ultima è soggettacite-ref-parco-5-2[5]. Superato questo punto, la valle comincia ad ampliarsi e il fiume cambia direzione, indirizzandosi verso nordcite-ref-guida-6-3[6].

In questo tratto la Trebbia si caratterizza come uno dei corsi d'acqua meno inquinati della zona: tra la fonte e la confluenza dell'Aveto le condizioni delle acque sono considerate ottime nel loro complesso, mentre nel tratto successivo fino alla foce le condizioni, pur leggermente peggiori, vengono, comunque, considerate nel loro complesso buonecite-ref-arpae-8-0[8].

In seguito, il corso d'acqua bagna il centro abitato di Marsaglia, capoluogo del comune di Corte Brugnatella; dopo questo centro la valle si restringe nuovamente e, dall'altezza del borgo di Brugnello, il fiume forma un'altra serie di gole e meandri fluviali all'interno delle cosiddette mwkgArenarie di San Salvatore, formazioni composte da un'alternanza di mwkwarenarie, mwlasiltiti e mwlqargille originatesi a partire da sedimentazioni sottomarinecite-ref-sic-9-0[9]. Nei pressi di San Salvatore, frazione del comune di mwmgBobbio, sono presenti delle gallerie artificiali realizzate nella prima metà del mwmwXX secolo in previsione della costruzione di una diga mai completata. Una di queste gallerie, posta a livello dell'alveo del corso d'acqua sulla sponda sinistra, ospita una comunità di mwnapipistrelli. La zona rientra nell'area mwnqSIC-mwngZSC dei Meandri di San Salvatorecite-ref-sic-9-1[9]. In questo tratto, così come in tutta l'alta valle, il fiume viene sfruttato per la pratica di mwowsport acquatici (mwpacanoa/Kayak, mwpqrafting e mwpgtorrentismo)cite-ref-10[10].

Dopo aver ricevuto gli affluenti di sinistra mwsqCarlone, la cui foce si trova nei pressi degli mwsgimpianti termali san Martino, e Bobbio, che scende dalle pendici del mwswmonte Penice, la Trebbia supera a est la città di mwtaBobbio, principale centro della vallatacite-ref-treccani-3-1[3], scorrendo sotto le arcate del mwuqponte Gobbo, costruzione risalente al mwugVII secolo e basata su di un preesistente ponte realizzato in mwuwepoca romana; il ponte si caratterizza per la presenza di 11 arcate di ampiezza irregolarecite-ref-11[11].

Oltrepassato il centro di Bobbio, il fiume assume un andamento verso nord-est ampliando gradualmente le dimensioni della propria valle e del proprio alveo, con la formazione di larghe formazioni ghiaiose. In questo tratto vengono attraversati i centri di Mezzano Scotti, frazione del comune di Bobbio, Perino, frazione del comune di mwwqColi, nei pressi della quale riceve il contributo dell'omonimo torrente, mwwwTravo e, infine, mwxaRivergaro.

Dopo il centro di Rivergarocite-ref-12[12], dopo aver percorso circa mw0w95 km tra montagna e collinacite-ref-parco-5-3[5], il fiume entra nella mw2apianura Padana; con una portata media di mw2q40 m³/s la Trebbia si caratterizza per essere il fiume dell'Emilia-Romagna dalla maggior portata nel punto dello sbocco vallivocite-ref-parco-5-4[5]. In questo tratto, persa gran parte della propria energia, la Trebbia abbandona buona parte dei detriti trasportati lungo il suo corso dando origine a un deposito di sedimenti chiamato mw3gconoide a causa della caratteristica forma a mw3wtronco di conocite-ref-parco-5-5[5]. In questa fase il fiume attraversa il mw5aparco regionale fluviale del Trebbia, area protetta istituita nel 2009 che comprende gli ultimi mw5q30 km del corso del fiume e che coincide in buona parte con il sito SIC-mw5gZona di protezione speciale del Basso Trebbiacite-ref-13[13]cite-ref-14[14].

Nel tratto di pianura il corso d'acqua forma un letto assai ampio caratterizzato dalla presenza di rami intrecciati all'interno di un pavimento mw8aciottolosocite-ref-parco-5-6[5] e si dirige nuovamente verso nord sino a giungere all'estrema periferia della città di mw9qPiacenza dove, sul confine tra i comuni di mw9gCalendasco e Piacenza, confluisce da destra nel fiume mw9wPo.

Col passare dei secoli il corso della Trebbia nella parte pianeggiante si è spostato di alcuni chilometricite-ref-ilpiacenza-15-0[15]cite-ref-repubblica-16-0[16] mutando il punto di ingresso nel Po: seguendo la cronaca che mwaqePolibio ci ha lasciato della battaglia tra l'esercito di Annibale e quello romano risulta più a ovest che nel mwaqi218 a.C.cite-ref-ilpiacenza-15-1[15]cite-ref-repubblica-16-1[16].

Affluenti

Il principale affluente della Trebbia è il torrente mwaq0Aveto, lungo circa mwaq430 km e con un mwaq8bacino idrografico di mwara257 km²cite-ref-17[17]. Di seguito sono elencati alcuni tra i principali affluenti della Trebbia:

Torrenti in sinistra idrografica

• Brugneto, su cui è stata realizzata l'omonimo sbarramento che ha portato alla creazione di un lago artificiale e che confluisce nella Trebbia nei pressi di Montebruno;
• Cassingheno, proveniente dalla piccola valle omonima, sfocia nella Trebbia a Due Ponti di Fontanigordacite-ref-isola-18-0[18];
• Terenzone, nasce presso il monte Carmo e sfocia nella Trebbia nei pressi di Gorretocite-ref-isola-18-1[18];
• Dorbera, nasce presso il monte Alfeo e sfocia nella trebbia a Gorretocite-ref-isola-18-2[18];
• Boreca, nasce dalle pendici del monte Carmocite-ref-19[19] e sfocia nella Trebbia nei pressi di Losso;
• Avagnone, scorre quasi interamente nel territorio della provincia di Pavia e sfocia nella Trebbia nei pressi di Pianellette;
• Carlone, nasce nei pressi delle pendici della mwas4cima delle Scalette nella mwas8valle omonima, e confluisce nella Trebbia nei pressi di San Martino di Bobbiocite-ref-20[20];
• Bobbio, nasce dal monte Penice e confluisce nella Trebbia nei pressi dell'omonima città;
• Dorba, nasce dalla Costa de' Boschinicite-ref-21[21] e sfocia nella Trebbia tra Travo e Perino

Torrenti in destra idrografica

• Pescia, torrete che attraversa la valle omonima, nel comune di Fontanigordacite-ref-22[22], e sfocia nella Trebbia a Loco di Rovegno;
• Aveto, principale affluente della Trebbia, nasce dalle pendici del monte Caucasocite-ref-23[23] e sfocia nella Trebbia a Confientecite-ref-24[24], nei pressi di Marsaglia di Corte Brugnatella;
• Curiasca, nasce alle pendici del monte Aserei, attraversa il comune di Coli e sfocia nella Trebbia nei pressi di San Salvatore di Bobbiocite-ref-25[25];
• Perino, nasce sui monti della Campagnacite-ref-26[26] e confluisce nella Trebbia nei pressi dell'omonima frazione del comune di Coli

Regime idrologico

La Trebbia presenta un bacino idrografico che si estende per circa mwavo1070 km², che lo rende il fiume dell'mwavsAppennino settentrionale dal più ampio bacino idrograficocite-ref-parco-5-7[5].

La portata media del fiume nel tratto medio-basso è di circa 47,6mwawe m³/s, il che ne fa il fiume con la più alta portata presso lo sbocco vallivo della mwawiregione Emilia-Romagna. Nonostante questo, il fiume è caratterizzato da un regime spiccatamente mwawmtorrentizio a causa della mancanza di precipitazioni sufficientemente abbondanti da consentire che la portata d'acqua nel greto risulti equilibrata; questo causa valori di portate di piena e di magra estremamente dissimili tra loro.

Oltrepassato il centro di Rivergaro, la portata di magra estiva è pressoché nulla, mentre in occasione di piene particolarmente intense la portata arriva fino a 2000–2500mwawu m³/scite-ref-parco-5-8[5]. I periodi di secca estiva nel tratto di pianura sono favoriti anche dalla presenza di forti prelievi ad uso irriguo, i principali dei quali nei pressi di mwawoRivalta-Trebbia, frazione del comune di mwawsGazzola, nei pressi della quale si diramano dalla Trebbia due canali, il Rio Comune di Destra e il Rio Comune di Sinistra, posti sulle due opposte sponde del corso d'acqua, che deviano buona parte della portata presente nell'alveocite-ref-parco-5-9[5].

Nel medio corso, compreso tra Marsaglia e Bobbio, non sono infrequenti, anche durante la stagione estiva, possibili piene improvvise dovute al rilascio di acque da parte della diga di Boschi, situata lungo il corso dell'affluente mwaxeAvetocite-ref-27[27], che vengono preannunciate con un sistema di sirene.

Storia

Lungo le sue rive si sono combattute varie battagliecite-ref-battaglie-28-0[28]: nella prima mwayabattaglia della Trebbia, avvenuta nel 218 a.C., il condottiero cartaginese mwayeAnnibale sconfisse i romani guidati dal console mwayiTiberio Sempronio Longo.

In epoca mwayqmedievale sorsero diversi castelli lungo il corso del fiume, in particolare nella zona in cui il fiume comincia a scorrere in pianura, con la funzione di controllo del passaggio verso il mare e il mwayuporto di Genova tramite la val Trebbia. Vennero edificati, quindi, il mwayycastello di Rivalta e il mwayccastello di Statto posti sulla riva sinistra del fiume, nei comuni di mwaygGazzola il primo e di mwaykTravo il secondo, mentre sulla riva destra sorsero il mwayocastello di Montechiaro e il castello di mwaysRivergaro, che venne, successivamente, distrutto.

Nel 1746 l'esercito austriaco, alleato del re di Sardegna, si scontrò con le truppe franco-spagnole, costrette poi alla ritiratacite-ref-battaglie-28-1[28]. Nel 1799, nell'ambito delle mwazeguerre napoleoniche, si svolse un'ulteriore mwazibattaglia della Trebbia, nella quale le forze austro-russe guidate dal generale mwazmAleksandr Suvorov sconfissero le mwazqtruppe francesi comandate dal generale mwazuMacDonaldcite-ref-battaglie-28-2[28].

Tra la seconda parte dell'Ottocento e l'inizio del Novecento furono discussi vari progetti riguardo alla costruzione di una mwazsferrovia a trazione elettrica Genova-Bobbio-Piacenza che sfruttasse l'energia prodotta a partire dalle acque del fiume, tuttavia essi non vennero mai effettivamente realizzaticite-ref-29[29]

Il 17 luglio 1908 si verificò un violento nubifragio con una piena straordinaria della Trebbia che devastò case e campagne soprattutto nel territorio del mandamento di Ottone, con gravi danni nell'abitato di mwaaeGorreto, distruggendo cinque ponti lungo la mwaaistatale 45 interrompendo le comunicazioni stradali fra Ottone e Torriglia, e la linea telegrafica fra Bobbio e Genova. Danni ed allagamenti anche nel piacentino a mwaamRivergaro e a mwaaqSant'Antonio a Trebbia nei pressi di Piacenza, i danni maggiori alle campagne piacentine con la distruzione dei raccolti specie di frumento; furono messi in salvo molti materiali, bestiame e persone grazie al pronto preavviso telegrafico partito da Bobbio prima dell'imminente pienacite-ref-30[30]. Distruzioni imponenti e danni più ingenti si verificarono, invece, con l'alluvione che colpì la val Trebbia il 19 settembre 1953, causata da un nubifragio che portò alla caduta di mwaak280 mm di pioggia che in poche ore interessò la parte alta della valle, dal genovese fino a Marsaglia, e che provocò 10 morti, imponenti distruzioni e ingenti danni tra i quali in alta valle la messa in fuori uso di numerose centrali elettriche, l'interruzione della strada statale 45 con numerose frane e il crollo del ponte sul fiume a Marsagliacite-ref-31[31]cite-ref-32[32], che fu poi ricostruito tra il 1958 e il 1959 su progetto di mwabiRiccardo Morandicite-ref-33[33].

Nella notte del 14 settembre 2015 la Trebbia, così come altri corsi d'acqua del piacentino e del genovese, tra i quali il suo affluente Aveto, lo mwabgScrivia e il mwabkNure dove vi furono tre morti, a causa del maltempo esondò causando ingenti danni nei comuni di mwaboRivergaro, mwabsBobbio, mwabwCorte Brugnatella, mwab0Ottone, mwab4Gorreto, mwab8Propata e mwacaTorrigliacite-ref-34[34]cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]cite-ref-37[37], tra i quali il crollo di un ponte, in località Ponte Barberino di Bobbio sul tracciato comunale della vecchia strada statale 45 di Val Trebbiacite-ref-38[38].

Note

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Bibliografia

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mwaz0Sito sull'alta Val Trebbia, su altavaltrebbia.net.